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I Quaderni di Polimnia
Primo Quaderno: La psicanalisi oltre il Novecento - Giovanni Sias

G. Sias, La psicanalisi oltre il Novecento

«È proprio adesso che non sono più niente che sono un uomo?»

afferma Edipo a Colono. Al culmine dell’esperienza del tragico – dove non si è niente di più che un rebut de la société – sovviene alla lingua la parola “uomo”, ma scoperta in un nuovo significato. Nel momento della perdita radicale di ogni “sé stesso” – di ogni padronanza, di ogni bene, di ogni status sociale –, senza più un sembiante a cui identificarsi, quando il velo dell’ignoranza è caduto, che senso assume la parola “uomo” a cui gli antichi aggiungevano sempre l’aggettivo “mortale”? Quello di un sinonimo della parola “tragico”. La psicanalisi non garantisce la cognizione del tragico – questa scoperta dell’uomo intorno alla sua “umanità” –, ma crea per ciascuno le condizioni della sua possibilità. Ecco perché è assolutamente riduttivo pensarla come una “cura” che dovrebbe concludersi con il ripristino dello stato di salute precedente la “malattia”; in altri termini, con il ripristino dell’ignoranza di sé e del mondo precedente alla formazione di un sintomo che getta nello sconforto, nel dolore, nell’esilio, nel mistero, e che introduce, almeno per un momento, la scelta fra interrogare il sintomo o curarlo: tra il desiderio di sapere e la volontà di ignoranza, tra l’incominciare ad accorgersi dell’intollerabile “reale”, al centro di ogni questione che richiama il tragico, e l’adesione incondizionata ai protocolli e alle convenzioni della realtà.

I Quaderni di Polimnia, di cui presentiamo qui il primo numero, che stabilisce l’orizzonte di questioni (e che è offerto gratuitamente come tutti quelli che seguiranno), intendono riaprire un dibattito a più voci e a più lingue (i Quaderni saranno tradotti in inglese, francese tedesco, spagnolo) per rilanciare il gesto sovversivo della psicanalisi, considerata non come una professione medica – una psicoterapia di Stato – che si prefigge di normalizzare o, in alternativa, di reprimere o isolare, ma come un’esperienza eccezionale che ciascun analizzante rinnova nella “scoperta dell’uomo” che è. Quando non è più niente!

Chi condividesse, fosse pure criticamente, almeno alcune delle questioni poste da questo primo numero dei Quaderni, può inviare un suo scritto a: info@polimniadigitaleditions.com

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La salute. Concetto volgare & questione filosofica - Georges Canguilhem

La Salute. Concetto Volgare & Questione Filosofica - Georges Canguilhem

Si tratta di una conferenza di Georges Canguilhem tenuta all'Università di Strasburgo nel maggio del 1988, un testo breve e prezioso pubblicato da un editore 'sconosciuto' (Sables) dieci anni dopo. Lo presentiamo qui, nella traduzione di Gabriella Ripa di Meana.

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Ai confini delle terre giuridicamente accatastabili - Moreno Manghi

No man's land

Questo testo avrebbe dovuto costituire la postfazione alla traduzione del libro di Guy Le Gaufey Anatomie de la troisième personne, EPEL, Paris 1998, pubblicato in italiano col titolo Appartenere a sé stessi, Polimnia Digital Editions, Sacile 2018.  "Il fatto di avere volontariamente sottoscritto il patto sociale, non significa che il soggetto, nella sua radicale singolarità, appartenga senza limiti alla sovranità dello Stato: una parte di lui rimane esclusa da ogni logica della rappresentazione, da ogni censimento, da ogni giurisdizione, da ogni ordine e organizzazione sociale. Si tratta di quella parte di sé stesso grazie a cui ci saranno sempre degli atti ai quali egli “non si autorizzerà se non da sé”, qualunque legge li proibisca, e qualunque sia il prezzo da pagare, sia pure l’esilio, o una scelta fuori legge.

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