La bocca della verità. Ascoltare lalingua di un bambino
“La bocca della verità” è un’espressione di solito attribuita al bambino per la sua presunta innocenza e richiama la famosa formella scultorea della basilica di Santa Maria in Cosmedin, a Roma, dotata di denti pronti a mordere chi mente. Mentire al bambino non significa raccontargli bugie occasionali, ma tradire la promessa e la parola data, tutto ciò che il bambino si aspettava, e che gli spettava, in quanto frutto dell’amore e del desiderio dei genitori, seppur effimeri. Questa menzogna, che fissa il bambino in una rappresentazione ingannevole, funzionale al mantenimento dei legami familiari e sociali, è raddoppiata dai costrutti teorici dei saperi ufficiali o referenziali: si tratti delle varie neuro-psico-pedagogie dell’infanzia o del “bambino edipico” teorizzato da Freud. Abbiamo così sempre a che fare con un bambino supposto, perfino quando gli imputiamo una “domanda di cura” – da lui mai formulata – di sintomi che, tradotti in parole, rivelano la sua eroica resistenza contro la menzogna che lo ha devastato, ma che, ricondotti a griglie interpretative o iter medici, rinnovano il tradimento originale. Ritrovare, ascoltare, parlare lalingua di un bambino, gli offre la possibilità di ripagare chi gli ha mentito con il morso della verità, e di aprirlo a un nuovo destino.
La bocca della verità è un libro che per molti versi apre una nuova prospettiva riguardo all'analisi (se la si può definire così) del bambino, del modo in cui lo si ascolta e gli si parla, del modo in cui è presentato il suo “caso”, o meglio, del modo in cui il bambino è rappresentato nel discorso dei genitori, degli insegnanti, degli psicologi, psicoterapeuti ecc. ‒ di tutti coloro, insomma, che suppongono al bambino una domanda di cura che egli non fa e che non può fare, e di come orientarsi in questa Babele per cercare di ritrovare la sua “lalingua”. Il libro è ricco di folgoranti racconti analitici che di per sé sono un insegnamento per tutti. Uno di questi è stato anche pubblicato sul «Giornale di bordo» n. 6.
Jean Louis Sous (1948) è membro dell’École lacanienne de psychanalyse (ELP), ed esercita la psicanalisi ad Angoulêm
L'incontro, alla presenza dell'autore, si terrà gratuitamente sulla piattaforma Zoom al seguente link:
https://us02web.zoom.us/j/7602269765?pwd=aUkraVcvUGltOWNMTW5rREszWUR5dz09
sabato 28 marzo 2026 alle ore 15.00
Interverranno: Jean Louis Sous, Moreno Manghi, Sandra Puiatti
L’Autore risponderà alle domande di
Simone Berti, Maria Letizia Liron, Luca Lupo, Vania Ori e del pubblico
Traduzione simultanea a cura di Christine Dal Bon
