Giornale di bordo
Forme dell'atto: etica, politica, psicanalisi
Periodico diretto da Ettore Perrella
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Sotto questo titolo complessivo saranno raccolti in singoli brevi volumi dei testi che derivino da confronti ed incontri su temi che riguardino in primo luogo l’atto, e quindi l’etica. L’atto, essendo libero, non ha una forma, ma la dà ai vari campi del sapere ed alle varie pratiche. Pubblicare questi scritti sarà perciò come tenere il giornale di bordo d’una navigazione in mari nonostante tutto ancora inesplorati.
Perciò nel nostro tempo, sempre più determinato dai meccanismi dell’informazione, appare urgente ridare al sapere ed al pensiero un valore formativo, al di là delle varie competenze specialistiche (universitarie) e professionali.
Questo problema riguarda, prima che la psicanalisi, la politica, perché la formazione – quella che Nietzsche chiamava la grande educazione – è in primo luogo un problema politico. Il fatto che l’intero pianeta sia divenuto oggi, grazie all’informazione, un “villaggio globale” non ha eliminato le epidemie e le guerre. E per questo capire quale politica possa occuparsi di questi problemi al tempo stesso nuovi ed antichissimi è particolarmente urgente per chiunque si occupi della formazione, vale a dire del pensiero.
1. L'etica e i fondamenti della scienza

Raccogliamo qui gli interventi di alcuni filosofi e psicanalisti in due incontri di presentazione del libro di Ettore Perrella, Dialogo sui tre principi della scienza. Perché una fondazione etica è necessaria all’epistemologia, svoltisi via Zoom il 14 gennaio e l’11 febbraio 2022.
Abbiamo pubblicato in apertura il testo di Adone Brandalise, che aveva segnalato, alla fine del suo intervento, l’utilità di un luogo di confronto – «non sottomesso ai principi d’ordine, alle logiche e ai riti che sono propri dell’università» – fra ricerche diverse e fra diversi campi del sapere. Questo luogo, concludeva Brandalise, «sarebbe stato molto interessante, ma non c’è stato».
Con la nostra piccola nave, cercheremo di far sì che questo luogo d’incontri si produca. Questo volume racconta della partenza del nostro viaggio.
2. L'atto sovrano

Sono qui raccolti gli interventi dell’incontro di presentazione del libro di Ettore Perrella, Sovranità, libertà e partecipazione. Per un’etica politica globale, svoltosi via Zoom il 16 settembre 2022.
3. Edipo e la psicanalisi oggi

Questo terzo numero del “Giornale di bordo” è in tre sezioni. Nella prima si torna sull’Edipo re e sull’Edipo a Colono di Sofocle, e su alcuni temi cruciali sulla psicanalisi oggi, dal punto di vista della sovranità.
La seconda sezione, Infanzia, e la terza, La psicanalisi e la legge, ci piacerebbe che ritornassero in ciascun numero, perché riguardano due problemi essenziali nella psicanalisi, e non solo: i bambini e la relazione fra la psicanalisi e la legge. In particolare vorremmo che l’articolo di Jessica Ciofi sugli obblighi ECM, ai quali devono sottoporsi tutti gl’iscritti all’Ordine degli psicologi, servisse per aprire un dibattito ampio ed approfondito sul concetto di “aggiornamento professionale”.
4. Guerra, violenza, educazione

Questo quarto numero del “Giornale di bordo” è in quattro sezioni.
La prima, Una questione preliminare: la guerra e l’utopia, rilancia con forza – come già fecero Einstein e Freud nel loro carteggio Perché la guerra? –, l’utopia kantiana della pace perpetua.
La seconda sezione, Una fonte dell’epistemologia freudiana, dedicata a Gustav Theodor Fechner, inaugura l’esplorazione di uno dei temi più trascurati dalla letteratura psicanalitica, che preferisce indagare l’opera dei maestri a prescindere dai crediti, o discrediti, nei confronti delle proprie fonti.
Nella terza sezione, Prendersi cura dell’educazione, s’interroga ancora una volta la fobia del piccolo Hans, ma nell’ambito di un «esperimento pedagogico» e non di un “caso clinico”, che Freud non ha mai scritto. Si rivela così il limite di ogni pedagogia, che è il rifiuto di pensare il (concetto di) padre in relazione alla differenza sessuale, per conservarlo solo in quanto padre ideale.
Infine, la cronaca nera ci ammannisce ogni giorno prove flagranti della “violenza di genere nei giovani”, al punto da farne un truismo mediatico che ci impedisce di pensarla come l’effetto di un discorso sociale produttore di ogni genere di violenza da consumare. Esistono infatti generi di violenza che non siamo neppure in grado di riconoscere, addirittura approvati istituzionalmente.
5. Il “fra”, dall’interdisciplinarità al limite

Molto diffuso nel linguaggio scientifico, tecnico e professionale contemporaneo, il termine “interdisciplinarità” «evidenzia il processo d’interazione di conoscenze e di competenze che spesso è indispensabile per affrontare in modo completo ed efficace determinati problemi». Pur non contestandolo apertamente, questo quinto numero del «Giornale di bordo» presenta dei saggi che all’interdisciplinarità preferiscono il limite, il bordo che si situa fra le varie pratiche intellettuali o scientifiche. L’interazione dei saperi lascia così il posto all’esplorazione del loro confine, quella frangia – che non è né questo né quello, ma al tempo stesso è sia questo che quello – che può aprire altre prospettive a un nuovo sapere.
In proposito, il “caso” di Jean Louis Schefer – alla cui memoria è dedicata la parte più corposa di questo numero – è paradigmatico, perché egli ha fatto di questo “fra” un metodo che è anche uno stile. Autore “incollocabile” e (forse proprio per questo) misconosciuto in Italia, Schefer è stato senza dubbio uno degli ultimi grandi scrittori francesi, prima che anche la cultura della ville lumière venisse imbastardita dai meccanismi dell’informazione.
6. Si può (ancora) parlare di “trattamento psicanalitico”?

Il tema di questo sesto numero del “Giornale di bordo” prende spunto dal suo articolo centrale, Sulla teoria del trattamento psicoanalitico (1957), tradotto per la prima volta in italiano, e dalla critica mossa dal suo autore, Thomas Szasz, al concetto di “trattamento psicanalitico”. Per quanto radicale, tale critica è rimasta inascoltata, dal momento che ancora oggi gli analisti continuano, come dicono, a «sottoporre il paziente a un trattamento psicanalitico», quando in realtà una psicanalisi non comporta nessun “trattamento” ‒ come pure nessun fine stabilito in anticipo ‒ ma solo l’accettare di parlare per associazioni libere, così da favorire l’intercalare dell’inconscio.
“La stanza dei bambini” – secondo tema portante del numero – propone d’individuare, attraverso la questione dell’innocenza e della colpa, l’esistenza di un’etica già nell’infanzia e dello scandalo radicale che colpisce il bambino quando l’adulto, mancando alla propria parola, ne sdegna le domande.
7. Transfert contro transfert

Il centro di questo numero 7 del «Giornale di bordo» è costituito dalla sezione “Clinica e tecnica: transfert contro transfert”, in particolare dalla prima traduzione italiana integrale del famoso articolo – il solo e unico da lei pubblicato in vita – “Countertransference” di Lucia Elisabeth Tower, pubblicato nell’aprile del 1956 nel «Journal of the American Psychoanalytic Association», n. 4, e recentemente riproposto nel 2023, dopo sessantasette anni, nel n. 71 dello stesso «Journal». Innumerevoli lavori sul controtransfert gli hanno fatto seguito, ma lo scritto di Tower rimane, oltre che un capostipite, qualcosa a sé stante. Per la prima volta la nozione di countertransference response viene isolata teoricamente in quanto tale, estratta da un coacervo di astrusità, banalità, misconoscimenti, pruderies, censure decennali, dopo che nessun analista uomo, Freud compreso, ne aveva voluto sapere niente.
8. Disimparare. Formazione e de-formazione in psicanalisi

Questo numero 8 del «Giornale di bordo» si apre con la rubrica “La stanza dei bambini” in cui Maria Mutata Margherita ripercorre, dopo trent’anni, la storia di Sirio, otto anni, spostando il fulcro del movimento analitico dal sapere astratto della presunzione diagnostica e della volontà di cura all’esperienza vissuta e all’atto.
Nemmeno Freud è esente dal rischio di restare invischiato nella teoria al punto di “disconoscere ciò che è realmente in gioco in un sintomo”. Questo il punto di partenza di Moreno Manghi nelle sue riflessioni sul “caso” del piccolo Hans, a partire dal libro di Jean Louis Sous “La bocca della verità. Ascoltare ‘lalingua’ di un bambino”, che ispira anche il testo di Sandra Puiatti sulla filiazione e la temporalità che la caratterizza, ma dal punto di vista del figlio e a partire dai racconti del figlio, nella ricerca di un posto che sia proprio nella catena delle generazioni.
Nella sezione intitolata “Formazione e de-formazione in psicanalisi” continua la riproposizione di grandi classici dimenticati o trascurati della letteratura psicanalitica. Viene qui pubblicato nella prima traduzione in lingua italiana il testo della conferenza tenuta da Siegfried Bernfeld nel 1952 dal titolo “Sulla formazione psicanalitica”.
Luca Salvador apre la sezione dedicata a “Clinica e tecnica” proponendo una rilettura avvincente e meticolosa del caso comunemente noto come caso dell’“uomo dei topi”.