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Dossier 3:
SOTTO IL PESO DELL' "UOMO DEI LUPI"
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Estratti da Sigmund Freud, Dalla storia di una nevrosi infantile.
(Caso clinico dell’uomo dei lupi) [1914 (1918)]
In Opere di Sigmund Freud, 11 voll., a cura di C L. Musatti, Boringhieri, Torino 1967 -1979 , vol. 7, pp. 487 - 593.
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Indice analitico dell’ "Uomo dei lupi" nelle Opere di Sigmund Freud
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Selezione bibliografica sull’Uomo dei lupi
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Ruth Mack Brunswick
Supplemento alla "Storia di una nevrosi infantile" di Freud [1926-27 (1945)]
A supplement to Freud's history of an infantile neurosis, The International Journal of Psycho-Analysis, IX, 1928; ripreso in TheWolf-Man by the Wolf-Man, a cura di Muriel Gardiner, Basic Books, Inc., New York 1971[ora anche su Google Books] ; trad. it. di Gianna Tornabuoni, in Sigmund Freud / Muriel Gardiner, Il caso dell'uomo dei lupi, Newton Compton, collana Psicologia e psicoanalisi, Roma 1974, pp. 232-269.
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Ruth Mack Brunswick
Note inedite a proposito dell' "Uomo dei lupi" (raccolte da Kurt Eissler) [1930 (1993)]
Muriel Gardiner depositò queste note alla Library of Congress, Archives Freud, Washington, e ne diede una copia a Kurt Eissler per il suo articolo " Comments on Erroneous Interpretations of Freud's Seduction Theory " (Journal of the American Psychoanalytic Association, 1993, vol. 41, n° 2, p. 571-583).
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Jacques Lacan, Seminario su l'' "Uomo dei lupi" (1952)
Prima traduzione italiana integrale.
Una nota di Gérôme Taillandier, datata 26 novembre 1986, informa che è grazie a Nicole Sels che si è venuti a conoscenza di questo seminario (chiamato anche "seminario zero" perché precede Il Seminario di Jacques Lacan, che viene fatto iniziare da Gli scritti tecnici di Freud [1953-54]). Di esso, che si è tenuto nella residenza di Jacques Lacan, si dispone solo delle note manoscritte dell'autore e di alcuni uditori. Una traduzione parziale di Alberto Turolla, stabilita da Jacques-Alain Miller, limitata alla prima delle tre sedute complessive del seminario, con alcune differenze di forma anche di rilievo rispetto alla versione francese di cui disponiamo: http://espace.freud.pagespro-orange.fr/topos/psycha/psysem/homoloup.htm,è stata pubblicata in La psicoanalisi, n. 6, ottobre 1989, pp. 9 - 12.
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Serge Leclaire
A proposito dell'episodio psicotico che presentò l' "Uomo dei lupi"
(Il concetto di "castrazione" in psicoanalisi) [1958]
Nuova traduzione
À propos de l'épisode psychotique que présenta "l'homme aux loups" (1958), (La Psychanalyse, n° 4, P.U.F., pp. 83-110; ristampato in Cliniques méditeranéennes, n° 33-34, Erès, Toulose 1992, pp. 135-157), trad. it. "A proposito dell'episodio psicotico presentato dall' "uomo dei lupi" ", in Psicosi e linguaggio, a cura di Pietro Bria, Sergio De Risio, Filippo Maria Ferro, Marsilio, Padova 1978. Quella qui presentata è una nuova traduzione.
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Serge Leclaire
Gli elementi in gioco in una psicoanalisi. A proposito dell'analisi, di Freud, dell' "Uomo dei lupi" [1966]
Prima traduzione in italiano
Questo testo riprende l'argomento di un seguito di tre conferenze tenute, in febbraio e marzo 1966, a l'École Normale Supérieure di Parigi, poi pubblicate col titolo "Les élements en jeu dans une psychanalyse" (à propos de l'analyse, par Freud, de "l'Homme aux loups") sui Cahiers pour l'analyse, n° 5, 1966, pp. 17-24. |
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Dove le strade si dividono
Del tradurre "A proposito dell'analisi, di Freud, dell' "Uomo dei lupi"", di Leclaire
di Moreno Manghi
Queste pagine sono state scritte "a caldo", non appena conclusa la nostra traduzione di Serge Leclaire, "Gli elementi in gioco in una psicoanalisi. A proposito dell'analisi, di Freud, dell' "Uomo dei lupi"" e contengono alcune informazioni e considerazioni per situare il testo. |
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Divertimento fotografico sullo "sviluppo" della "scena primaria"
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Serge Leclaire, Les elements en jeu dans une psychanalyse.
A propos de l'analyse, par Freud, de l'homme aux loups [1966]
Kb 1.838.000
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Marie-Jean Sauret, Les hommes aux loupes [2005]
[Testo francese. In preparazione la traduzione o il resoconto dettagliato]
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Marie-Jean Sauret, Les "loupés" de l'homme aux loupes [2011]
[Testo francese a pagamento. In preparazione la traduzione o il resoconto dettagliato]
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Sergei Constantinovich Pankejeff, rimasto unico erede di una immensa fortuna, fu analizzato da Freud negli anni 1910-1914 per i postumi di una nevrosi infantile, alla cui ricostruzione l'analisi venne quasi interamente dedicata. "Lo scopo di tutto il nostro lavoro fu di rivelargli la sua relazione inconscia verso l’uomo", scrive Freud per riassumere il senso dei quattro anni di analisi che l’Uomo dei lupi aveva sostenuto con lui. Ed è sicuramente nella misura in cui questa impresa rimase incompiuta che, a distanza di dodici anni, dopo varie tribolazioni - tra le quali, a causa della Rivoluzione di ottobre (ma anche, a dire dell'Uomo dei lupi, a causa di Freud, che per "proteggerlo" gli avrebbe impedito di andare in Russia per recuperarlo) perdette tutto il suo patrimonio-, si sviluppò nello stesso soggetto un delirio ipocondriaco a struttura paranoica. Le responsabilità di Freud, sedotto dalla ricerca del fantasma della "scena primaria" - che l'Uomo dei lupi non mancò di fornirgli su un piatto d'argento -, non sono di poco conto: imponendo un termine anticipato, irrevocabile, all'analisi, gli impedì di elaborare quel "tempo per comprendere" che è la sola garanzia per giungere a un autentico "momento di concludere". Freud non analizzò sufficientemente quella "relazione inconscia verso l'uomo" che non è altro che il transfert. La cosa fu aggravata dal dono di una somma di denaro annuale, rinnovata per sei anni, che Freud gli procurava - per le presunte condizioni di indigenza in cui l'Uomo dei lupi si era trovato - col ricavato di una "colletta" tra analisti, per i servizi resi dall'Uomo dei lupi alla Causa psicoanalitica. Non serviva di più per persuadere l'Uomo dei lupi a occupare il posto del Figlio preferito rispetto a un Padre tanto potente quanto eccezionale. Il "dono" che l'Uomo dei lupi bambino attese con trepidazione la notte di Natale dal proprio padre - il dono del fallo mediante un coitus a tergo - veniva così ottenuto, al di là di ogni aspettativa, da un superpadre, dal Padre ideale. E' quanto basta perché l'Uomo dei lupi rimanesse eternamente l'uomo... dei lupi, fissato, immortalato per sempre in questo significante "padrone", poiché solo sacrificandolo avrebbe potuto avere effettivamente accesso all'essere uomo e all'essere padre. "Egli, afferma Lacan, che già non era in grado di farsi carico della sua persona, passa allora al rango di mummia psicoanalitica. Il paranoico, credendosi l’oggetto di un interesse universale, costruisce il suo delirio narcisistico, e questa realizzazione narcisistica è aiutata e sostenuta dal versamento del dono di denaro da parte di Freud." Tutto il "Supplemento alla storia di una nevrosi infantile di Freud", ossia l'analisi con Ruth Mack Brunswick, ruoterà intorno al "residuo di transfert non risolto" con Freud, fino al momento tanto decisivo quanto drammatico, in cui ella gli distrugge bruscamente le illusioni che l'Uomo di lupi si era fatto riguardo al posto eccezionale che occupava nell'amore del Padre colui che aveva insignito quest'ultimo della fama imperitura di avere scoperto la "scena primaria". Ma in lui, come uomo, è rimasto qualcosa di irreparabile, un frammento "mummificato" che occuperà ormai per sempre il posto della castrazione, rimossa e rigettata. Così seguiranno nel corso degli anni numerose altre analisi con altrettanti psicoanalisti, fino a guadagnarsi sul campo il secondo nomignolo, più sarcastico che ironico, di "Uomo degli analisti". Analizzato, intervistato, fotografato, registrato nelle sue sedute d'analisi, egli stesso, coi suoi Ricordi contribuirà alla sua definitiva mummificazione psicoanalitica, che continuerà dopo la sua morte, con oltre duecento tra articoli e libri a lui dedicati, per non parlare di mostre fotografiche e di pittura, documenti inediti, note depositate negli Archivi del Freud Museum, convegni, gadget vari. |
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